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ARMENIA MISTERIOSA - Masis, la madre degli Armeni |
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ARMENIA MISTERIOSA
MASIS, LA MADRE DEGLI ARMENI |
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IL LIBRO
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NEGOZIO ON-LINE |
formato:
23,5 x 22 cm
pagine:
127 a colori
anno:
2009
editore:
Nuovi sentieri editore
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IL PREZZO È: |
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€. 25,00 |
| LA SPEDIZIONE È: |
| Gratis |
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L'AUTORE |
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Tito De Luca
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2 Pagine del libro
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argomento
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BREVE PRESENTAZIONE
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Che cosa ne sapete, voi, di noi.
Voi che vivete nelle vostre calde e accoglienti case! Voi, che i vostri figli
hanno ogni sorta di cibo e di gioco. Voi, a cui gli abiti costosi non mancano
mai. Non sapete il freddo che noi patiamo. Né capite il caldo, la sete e la
fame. Si, la fame, quella vera, dove mangi l'erba, la sabbia, gli escrementi
delle bestie, e dopo..., dopo...,mangi anche i fuoi figlioli morti.
A piccoli
pezzi, crudi, con i crampi che ti corrodono le viscere, e le lacrime amare che
ti scorrono a fiumi. Di ciò che pronammo, vedendo le nostre povere e misere
madri violate, fustigate, bruciate vive, crocifisse, sventrate, annegate, fatte
a pezzi con le asce, sgozzate con le sciabole, amputate delle loro callose e
ruvide mani, gettate come spazzatura sulle letamaie curde, accecate con le lame
incandescenti, seppellite ancor in vita nelle sabbie roventi dell'Anatolia!
Voi...! Non avete udito il nostro umile e silente lamento di figli di Masis.
Cosa sapete, di ciò che le madri provarono nel vedere amputare le mani a
migliaia di piccoli inermi, o nel vederli cospargere di petrolio ed ardere vivi
come torcie! Implorammo un Dio che non ci udì! Pregammo Nazioni che non si
voltarono. Sperammo sin in ultimo che il tiepido vento della Grande Madre ci
proteggesse!
Ora,... tutto è compiuto. Non vi è più alcun pianto, tra i
massi dell’Ararat. Non vi è più il dolce belare di agnelli, su Masis. Non stridon
più le antiche mole di Gregord! Solo un profondo lontano vagito, che tra le
rovine dei villaggi abbandonati, ti implora: “Ricordati di chi e come eravamo,
umili figli dell’Ararat! Lascia in eterno su Masis le antiche pietre dei nostri
bei villaggi. Conserva nella sua Sacra terra le nostre candide ossa. Affinché esse
testimoniano in eterno al mondo la nostra memoria”.
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Ultimo aggiornamento ( martedì 31 agosto 2010 )
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